Non vi mentiamo: nella giungla di Gunung Leuser ci sono le sanguisughe. Sul sito non lo scriviamo a caratteri cubitali, ma meglio dirvelo prima di partire che farvelo scoprire da soli sul sentiero.
Un passaggio quasi obbligato
Non sappiamo dirvi con precisione quando sono più presenti, dipende dai giorni e dai sentieri, ma è soprattutto nell'umidità della giungla che le si incontra. Il più delle volte non si sente nemmeno arrivare.
Cosa si prova davvero
La buona notizia: un morso di sanguisuga non fa male. È soprattutto impressionante, perché sanguina più di quanto ci si aspetti.
Come se ne occupano le guide
Se una sanguisuga si attacca, le guide sanno cosa fare: la bruciano per staccarla, poi disinfettano la zona. È rapido, efficace, e fa parte della loro quotidianità sul sentiero.
La storia di Laura
Durante un trek, Laura è stata morsa da una grossa sanguisuga che l'ha accompagnata per tutta la giornata. Karan l'ha bruciata per staccarla, poi ha applicato tabacco secco sul morso per fermare il sanguinamento. Impressionante sul momento, dimenticato in fretta una volta ripresa la camminata.
Come limitare gli incontri
Dato che le guide non forniscono attrezzatura specifica contro le sanguisughe, sta a voi prepararvi prima di partire: calze alte, pantaloni infilati dentro, ed eventualmente un repellente. Piccoli gesti, ma che fanno una vera differenza.
- Le guide non forniscono calze anti-sanguisuga: portate le vostre se la cosa vi preoccupa.
- Infilate i pantaloni dentro calze alte per limitare i punti di accesso.
- Se una sanguisuga si attacca, niente panico: le guide sanno come gestirla.
Non è né pericoloso né drammatico, solo un altro piccolo rituale che fa parte dell'avventura nella giungla.